Obi-Wan Kenobi è la serie peggio scritta della storia. Non esagero, sfido chiunque con un minimo di senso critico a non ammetterlo. Non c’è una cosa che funzioni a dovere, dalla sceneggiatura, alle riprese, fino alla coerenza interna e a quella col canone. Verrebbe da pensare che qualcuno si sia impegnato con tutto sé stesso a sbagliare ogni singolo colpo. Ma non voglio fare un interminabile elenco di ciò che non va nella serie; preferisco dire come l’avrei realizzata io.

Partiamo dal presupposto che questa serie non era assolutamente necessaria ed è stata realizzata con il solo intento di racimolare un po’ di consenso (e di quattrini). Perché il mondo di Star Wars è enorme, soprattutto grazie all’universo espanso che è andato via via costruendosi in 40 anni di libri, fumetti e videogiochi: che senso ha raccontare l’ennesima storia su Kenobi, Vader e, soprattutto, sul pianeta Tatooine? L’epoca d’oro di Star Wars per me sono i primi 10-15 anni degli anni 2000. Abbiamo avuto due Star Wars: KOTOR (Knights of the Old Republic), videogiochi apprezzabilissimi, che hanno voluto distaccarsi dalle solite storie ambientando le loro trame migliaia di anni prima di Luke e compagnia; abbiamo avuto The Old Republic, un videogioco online che non ho apprezzato granché, ma che ancora una volta ha voluto raccontare qualcosa di diverso; abbiamo avuto libri (che non ho letto); abbiamo avuto fumetti (che ho letto e apprezzato, almeno in parte); abbiamo avuto le serie animate The Clone Wars e Rebels, che tornano alla saga classica, ma andando a riempire dei buchi che andavano riempiti (e che sono davvero belle e hanno introdotto personaggi memorabili). La storia di Obi-Wan su Tatooine era la meno interessante a cui si potesse pensare; e la Disney è riuscita nell’epica impresa non solo di sceglierla per la propria “serie evento” (qualunque cosa voglia dire “serie evento”), ma anche a realizzarla pessimamente. Se non l’avete vista, non guardatela. Seriamente. Vi consiglio di leggervi qualche riassunto fatto bene. Se l’avete visto, mi dispiace per voi. Ad ogni modo ecco qui come avrei scritto io, se proprio avessi dovuto, la serie su Obi-Wan Kenobi. Ovviamente non si tratta di una vera e propria sinossi, è solo una cosa scritta in dieci o quindici minuti. Ma questo dimostra quanto poco ci volesse a scrivere qualcosa, non dico bello, ma quantomeno sensato.

Innanzitutto avrei ambientato la serie non dieci anni dopo gli eventi di Episodio III, ma almeno quindici o sedici o giù di lì, quando Luke e Leia sono degli adolescenti. Questo avrebbe dato modo di raffigurare una Leia più matura, audace e via dicendo. Perché la Leia della serie, una bambina di dieci anni che dà ordini a Obi-Wan Kenobi, è veramente qualcosa di grottesco. Dunque, quindici anni dopo la nascita dell’Impero e di Darth Vader la Repubblica è ormai morta e sepolta, i Jedi sono praticamente estinti e gli Inquisitori danno la caccia agli ultimi rimasti. Obi-Wan è su Tatooine e veglia su Luke (e non se ne sta in esilio pieno di rimorsi, anche se oggi capisco che va molto di moda distruggere vecchi miti), mentre gli Organa vegliano (sì, vegliano) su Leia su Alderaan. Gli Inquisitori giungono su Tatooine per cercare un Jedi in fuga, ma la Terza Sorella ha il segreto intento di scovare il grande Obi-Wan Kenobi (fin qui poteva essere una buona linea, in effetti). Gli Inquisitori non arrivano come dei pistoleri a sfasciare tutto, in fondo Tatooine è un pianeta lontanissimo di un sistema lontanissimo, per giunta sotto il controllo criminale degli Hutt: l’Impero non ha interesse a creare scompiglio, soprattutto in un luogo così periferico e col rischio di inimicarsi inutilmente i potenti locali. Diciamo che gli Inquisitori arrivano per indagare e interrogare ed eliminare, ma senza teatrini con spade laser e giochi di prestigio con la Forza (che ormai sembra essere diventato un superpotere, altro che Undici di Stranger Things). Obi-Wan rimane nascosto, fin quando la Terza Sorella percepisce qualcosa, un fremito nella Forza diciamo, mentre passano Owen, Beru e il giovane Luke. Importante che quest’ultimo rimanga all’oscuro di tutto, perché in Episodio IV cade letteralmente dal pero quando Obi-Wan gli mostra la spada laser di suo padre. Nel frattempo gli Inquisitori prendono e uccidono il Jedi fuggitivo e stanno per ripartire, ma la Terza Sorella vuole indagare ulteriormente su ciò che ha percepito. Obi-Wan, che sta osservando, capisce che Luke è in pericolo e decide di sviare gli Inquisitori, oppure anche la Terza Sorella solamente; può rimanere sul pianeta con una qualche scusa. Inizia così una breve avventura nel deserto (di cui farei anche a meno, perché ormai le sabbie di Tatooine le conosciamo meglio dei Sabbipodi, ma servirebbe ad introdurre il contrasto tra i due personaggi), in cui Obi-Wan crea una falsa pista per la Terza Sorella per poi affrontarla. Sì, Obi-Wan non sarebbe un perfetto idiota, nella mia serie; con buona pace della nuova gestione Disney. La Terza Sorella sarebbe, anche lei, intelligente, e potrebbe capire di star cadendo in una trappola; per cui potrebbe ritirarsi o, meglio ancora, fingere la propria morte, per poi spiare il suo avversario e capire, magari con un ologramma, che quello è proprio Obi-Wan Kenobi. Questo è solo uno dei modi, ma già si potrebbe riempire una puntata di cinquanta minuti abbondanti.

Nella seconda puntata si potrebbe introdurre Leia. Sarebbe stato infinitamente più interessante mostrare i suoi primi passi in politica, come principessa di Alderaan e, anche, come membro della neonata ribellione. Bisognerebbe far quadrare le cose con la serie Rebels, ambientata proprio in questo periodo e che vede, tra le altre cose, alcune figure di spicco della Ribellione agire e un redivivo Darth Maul dare la caccia a Obi-Wan Kenobi per vendicarsi. Ma basterebbe uno scarto di un anno per risolvere tutto: diciamo che come Rebels è ambientato quindici anni dopo Episodio III, la serie su Obi-Wan potrebbe essere ambientata sedici o diciassette anni dopo; questo è un ostacolo facilmente aggirabile. Leia è spocchiosa e piena di sé, come in Episodio IV, ma è poco più di un’adolescente e questo sarebbe molto più realistico di una bimba di dieci anni con lo stesso spirito. Partecipe di una qualche missione, potrebbe dover infiltrarsi in qualche luogo segreto per liberare qualche prigioniero; l’espediente qua non è essenziale, ci basta per introdurre il personaggio. E questa puntata potrebbe svolgersi parallelamente alla prima, senza particolari riferimenti a Obi-Wan su Tatooine. Il contatto tra i due potrebbe avvenire perché Leia, in una fuga disperata, precipita proprio su Tatooine. A quel punto Obi-Wan lavora per aiutarla a nascondersi e, poi, a fuggire. Ovviamente fratello e sorella non dovrebbero incontrarsi; al massimo, e ammetto che sarebbe una piccola forzatura per dare un po’ di soddisfazione ai fan, Obi-Wan e Leia potrebbero passare vicino a Luke, senza che uno sappia dell’altra. Ma ripeto, sarebbe una forzatura insensata. Leia poi riparte, e la sua linea prende una strada tutta sua, che sarebbe marginale secondo il mio gusto (non è questo il luogo dove parlarne troppo, o la serie si dovrebbe intitolare Leia Organa). Trovo stucchevole e inutile tutta la linea di Obi-Wan e Leia bambina che hanno dipinto nella serie reale; credo che i due non avrebbero mai dovuto avere così tanto a che fare uno con l’altra, posto il fatto che tutti i presupposti che li hanno portati ad unire le forze sono a dir poco deboli e stupidi.

La Terza Sorella, una volta appresa l’identità di Obi-Wan, lavora ad un’imboscata e, magari, potrebbe riuscire anche a catturarlo. La Terza Sorella è un personaggio pieno di potenziale che hanno completamente sprecato con un background senza senso e delle intenzioni ancora meno sensate. Nella mia visione sarebbe davvero intelligente, una vera sfida per Obi-Wan Kenobi. A questo punto un Obi-Wan lontano dal pianeta sarebbe ragionevole: il suo voto era vegliare su Luke, l’unico modo per allontanarlo è con la forza (con la f minuscola). Ecco allora che buona parte della terza puntata potrebbe essere ambientata su qualche nave, dove il protagonista viene tenuto imprigionato, in attesa di essere consegnato al temibile Darth Vader. Ecco allora un altro punto che non avrei mai e poi mai toccato: l’incontro tra i due. So che molti fan sono particolarmente sensibili a certi pruriti, ma per quanto mi riguarda un incontro/scontro tra Vader e Obi-Wan non ha motivo di esistere. Soprattutto perché cozza con il canone, in particolare con Episodio IV, in cui Vader dice ad Obi-Wan: “Quando ti ho lasciato non ero che un discepolo, ora sono io il maestro”. Per l’intero arco dei due personaggi, è necessario che s’incontrino solo alla fine, quando Vader ha finalmente la possibilità di dimostrare di aver superato il suo vecchio maestro. Ogni altra aggiunta è, come si dice, puro “fan service”. Interessante potrebbe essere che i due si percepiscano, proprio un momento prima che Vader arrivi sulla nave e Obi-Wan fugga miracolosamente; ma niente di più.

Adesso bisogna introdurre il passato della Terza Sorella, con un bel flash-back in cui una piccola apprendista sopravvive alla purga dei Jedi, sempre grazie alla sua maestra. Fin qui ci sta. Poi però tutto il piano segreto di uccidere Darth Vader non deve esistere. Soprattutto perché uccidere e torturare decine di Jedi e non Jedi innocenti, per riuscire a vendicarsi di colui che ha ucciso e torturato decine di Jedi e non Jedi innocenti, è qualcosa di allucinante. A volte la cosa più giusta è quella più semplice: la Terza Sorella è semplicemente una piccola Jedi reclutata dall’Impero, inizialmente senza secondi fini o piani di vendetta. Una cosa che avrei approfondito è proprio il suo ingresso tra le file degli Inquisitori e la sua scalata dei ranghi. Non avrei dedicato un’intera puntata a tutto questo, ma una buona metà sì. Nell’altra metà si può benissimo tornare a Leia che rientra ad Alderaan dopo una rocambolesca fuga dagli sgherri imperiali. Infine Leia affronta i genitori, preoccupati per il modo in cui la ragazza affronta i rischi e i pericoli. Lei potrebbe affermare con la sua solita verve il suo essere pronta e via dicendo; questo ci darebbe una buona introduzione al personaggio, che poi ritroveremo e conosceremo pienamente in Episodio IV.

Alla fine ci sarebbe l’ultima puntata, la quinta. Sì, non avrei usato sei puntate per raccontare questa storia. In realtà, ad essere onesti, avrei quasi preferito un singolo lungometraggio, anche di un paio d’ore. Una serie mi sembra veramente poco funzionale al tipo di storia che si vuole narrare. Credo che sia una questione di moda, perché oggi attirano molto di più le serie tv. Ma un altro film come Rogue One o Solo sarebbe stato perfetto, diciamo. Ad ogni modo, la quinta puntata vedrebbe il tirarsi di un po’ di fila, con la Terza Sorella che rintraccia segretamente Obi-Wan, domandandosi perché ci tenga tanto a tornare su Tatooine, e scopre che sta sorvegliando un misterioso ragazzino, Luke. A questo punto si chiede chi sia, se sia un Jedi e perché uno come il vecchio cavaliere Jedi lo sta sorvegliando. Potrebbe allora spiare la famiglia Lars, per scoprire qualcosa in più. Una frase fuori posto metterebbe la Terza Sorella sulla giusta pista (un po’ conveniente, ma va bene); diciamo una conversazione tra gli zii di Luke, che si dicono preoccupati per il desiderio del ragazzo di viaggiare per la galassia, cosa che potrebbe condurlo sulla stessa via del padre, il che sarebbe a dir poco disastroso. Forte di questa rivelazione, la cacciatrice ha un’intuizione a riguardo; ma ha bisogno della conferma definitiva. Le cose potrebbero andare così. La Terza Sorella invita Obi-Wan ad un incontro nei pressi della casa di Luke; qui lo costringerebbe a rivelare chi è quel ragazzo, minacciando altrimenti di far bombardare la casa, uccidendo tutti i suoi occupanti. Obi-Wan deciderebbe allora di dire la verità, rivelando che quello è il figlio di Anakin Skywalker alias Darth Vader e che non le conviene fare di testa sua e ucciderlo di punto in bianco. La Terza Sorella ovviamente intravede una ghiotta preda, ma Obi-Wan approfitta di un suo momento di distrazione per estrarre la spada laser e combattere. Infine la donna viene sopraffatta (stiamo parlando di Obi-Wan Kenobi; ci sono pugili che a settant’anni potrebbero ancora stendere un novellino, non ha senso che uno come lui si dimentichi come si combatte nel giro di dieci o quindici anni) e sta per essere uccisa, ma il Jedi decide di risparmiarla. Ecco allora un bel discorso su come lei non dovrebbe diventare come i mostri che l’hanno costretta a diventare ciò che è. Una frase ad effetto e significativa potrebbe essere: “Oggi ti do qualcosa che nessuno ti ha mai dato: l’occasione di scegliere”. Dopodiché la Terza Sorella se ne va, sconvolta. Una chiusura simile mi sembra la cosa migliore per un personaggio come il suo. Per Obi-Wan, invece, si tratterebbe del culmine perfetto della sua linea narrativa per non incasinare troppo le cose e, sopra ogni cosa, per non cozzare contro il canone. Oltretutto questo aprirebbe ad eventuali altre storie sulla Terza Sorella, il che fornirebbe al malefico topastro altre possibilità di guadagno per allargare il suo Impero del Male. Certo, è un po’ un azzardo pensare che Obi-Wan possa decidere di lasciarla in vita. Ma parliamo comunque di un Jedi, per giunta un Jedi di vecchio stampo, il cui codice impone di non uccidere se non quando è un’extrema ratio. Ha senso che decida di risparmiare un nemico che non è una minaccia impellente, in quel momento.

E voilà. Non la migliore delle storie, ma qualcosa che funziona enormemente di più di quella schifezza che la Disney ha avuto il coraggio di mostrare sul suo sito di streaming. Ho voluto viaggiare su binari molto vicini a quelli posati dalla serie stessa, perché se avessi dovuto partire da zero, con in mano solo il titolo, avrei scritto tutt’altro. Ma credo che una cosa del genere avrebbe salvato quasi tutte le idee originali che sono venute in mente agli sceneggiatori, il che dimostra che il problema non sta nei personaggi in sé. In tutto questo, i personaggi di Obi-Wan e Vader, oltre a non incontrarsi, non dovrebbero avere alcun tipo di evoluzione; perché di evoluzione non c’è assolutamente bisogno. Il loro arco è già stato approfondito, prima, durante e dopo la saga classica. Non ha senso inventarsi un Obi-Wan eremita che lotta contro i propri demoni, a meno che si voglia compiere l’ennesima operazione di destrutturazione di un personaggio iconico. E non ha senso che i due nemici s’incontrino, perché si tratta di niente di più che una scelta commerciale, senza alcun base narrativa. Il fatto è che è molto più facile attingere al passato che funziona, che creare qualcosa di nuovo che potrebbe non funzionare. Ma basterebbe avere un pizzico di coraggio in più, correre qualche rischio in più, per creare qualcosa che possa essere ricordato. Obi-Wan sarà ricordato, negli anni; come l’esempio perfetto di come non scrivere una storia.

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Edoardo Dantonia: classe 1992, sono il più giovane e il più indegno di questo terzetto di spostati che si fa chiamare Schegge Riunite. Raccontavo storie ancor prima di saper scrivere, quando cioè imbastivo veri e propri spettacoli con i miei pupazzi, o quando disegnavo strisce simili a fumetti su innumerevoli fogli di carta. Amante della letteratura, in particolare quella fantastica e fantascientifica, il mio sogno è anche la mia più grande paura: fare della scrittura, cioè la mia passione, il mio mestiere. Ho esordito lo scorso settembre col mio primo libro, Rivolta alla Locanda, racconto umoristico ispirato al mio modello letterario, Gilbert Keith Chesterton.