Una guerra tra asini

Maggio 17, 2018
Edoardo Dantonia

Giovanni, a quanto pare genio (e amante di centopiedi) incompreso, nella sua contestazione al mio articolo avrebbe detto altro da ciò che io ho inteso poi nel difendermi. Così ha voluto lanciarsi in un'altra polemica, ma come si suol dire "la pezza è peggio del buco".

In tre punti Giovanni vorrebbe meglio definire la sua contestazione, perciò userò lo stesso schema nel ribadire che tra i due l'asino non sono certo io (questo assumendo che il quadrupede sia dotato di poca intelligenza, il che in natura è l'esatto opposto).

1- Ero convinto di stare parlando italiano, quando ho descritto il cittadino medio, colui che s'immagina la campagna come un paradiso terrestre, privo di ostacoli e inconvenienti. Il mio interlocutore si è invece messo a elencare una serie di figure che di esso hanno ben poco: naturalisti, escursionisti, sportivi, esploratori, fotografi naturali... tutta gente che la natura, come dice lui stesso, la conosce bene. Cosa c'entra chi ha perfetta cognizione di cosa e dove sia un centopiedi con chi non sa neanche della sua esistenza? La mia critica, e pensavo fosse lampante, è rivolta a chi va in un bosco convinto che l'imprevisto più grosso che possa capitargli sia di trovarsi Bambi con gli occhi languidi dinnanzi; non certo a studiosi ed esperti, o anche solo a quelli che da amatori sanno però benissimo cavarsela in ogni ambiente ostile.

2- Per quanto riguarda il secondo punto, si tratta di una serie di attribuzioni che Giovanni mi fa, ma senza alcuna ragion veduta. Sono tutte estrapolazioni impossibili da ravvisare nei miei testi. Afferma che io ritenga il cittadino medio un imbecille, mentre io penso semplicemente che abbia un'idea sbagliata di natura; che questo lo renda un imbecille, non lo credo e non l'ho detto. Credo e dico, anzi, che il cittadino medio sia vittima di una visione fallace di natura e campagna, perciò semmai dovrei parteggiare per lui più che irriderlo. Dice poi: "Chissà quanti omicidi sono stati commessi sui prati verdi, ci fa notare lui, perché noi non ci avevamo pensato", ma io questo non l'ho mai detto. Visto che tira mano al discorso, io credo che gli omicidi vengano commessi in città come in campagna; al massimo un assassino può decidere di ammazzare uno in città e poi disfarsi del cadavere in un qualche torrente o sotterrandolo in un prato. Ma non è comunque questo il punto, visto che non ho fatto menzione di tutto ciò.

3- Con il terzo e ultimo punto il mio amico supera sé stesso, dicendo che a me non importa della fantasia, ma solo di "far vedere che" io non ho "paura delle formiche al pic-nic"; il che è abbastanza stupido, non tanto perché io effettivamente non abbia paura delle formiche (semmai mi scocciano alquanto), quanto perché non mi è passato nemmeno per l'anticamera del cervello di farlo presente. Fin dall'inizio mi sono detto un uomo di città, e non nascondo il fatto di non sopportare poi molto le avversità della vita di campagna. Ci sono abituato, ma se posso le rifuggo; sarebbe dunque sciocco battermi il petto come Tarzan, visto che non mi arrampicherei nemmeno su un albero. In quanto alla fantasia, non era una mia preoccupazione mentre scrivevo. Ma di sicuro Giovanni ne ha molta, moltissima, visto che è riuscito a tirar fuori questo coacervo di sciocchezze dalle mie parole.

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato su articoli e pubblicazioni

Novembre 24, 2020
La schiavitù nella letteratura 2: Sosia, lo schiavo della commedia

La parola sosia per quanto possa suonare aulica ha una storia molto meno nobile di quanto non si pensi. Se si scorre la commedia classica non si potrà fare a meno di imbattersi costantemente in questo nome, senza però vederlo affibbiare a protagonisti ed eroi; Sosia è il tipico nome da schiavo. I grandi commediografi […]

Novembre 22, 2020
La rivolta giacobita del 1745

23 Luglio 1745, Isola di Eriskay, Ebridi, Scozia. Una nave francese si avvicina alla costa e sbarca cento uomini in abiti militari. Fra quei cento, con un tartan rosso vivido, avvolto sulla spalla c'è un giovane principe, il legittimo re di Scozia e Inghilterra. La rivolta giacobita ha inizio. La strada per il 1745 Questioni […]

Novembre 2, 2020
Ma è vero che una volta si facevano 10 figli?

Uno dei luoghi comuni maggiormente ripetuti riguarda il numero di figli per famiglia nel passato. Quanto possiede di vero? Davvero un tempo si facevano figli a oltranza, sapendo che ne sarebbero sopravvissuti la metà? Le origini di un mito: la famiglia allargata Innanzi tutto bisogna dire che questo luogo comune non è una semplice diceria; […]

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato sulle nostre ultime pubblicazioni

Le nostre rubriche

Top