Versi dell'ira #2

Aprile 14, 2018
Samuele Baracani

Mostrami, donna di donne custode,
la tua solinga emancipazione:
lascia l'ago, imbraccia il forcone,
frantuma sulla vanga la tua schiena,
se sola vuoi restare.
Tendi il mio arco, caccia la tua preda,
apri le viscere col mio coltello,
battiti sola contro il flagello
della malattia ed il nemico
che nell'ombra tende insidie sola
affronta e sola trema se vuoi.
La libertà d'esser soli niun ti levi,
s'a nessuno vuoi fidar la tua vita,
s'esser sol vuoi nocchiero di te stessa,
in questi anni brevi
del nostro sanguinar vuoto mortale.

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Gennaio 22, 2021
Davvero vogliamo essere rappresentati dalla poesia di Amanda Gorman?

Si trova praticamente ovunque, buttata sotto gli occhi di tutti, questa ragazzina che ha recitato una sua poesia alla cerimonia di insediamento di Joe Biden. Ora, al di fuori di tutte le ragioni per cui è interessante l'evento, al di fuori del personaggio della Gorman, è sempre cosa molto utile in questi casi vedere che […]

Dicembre 17, 2020
La caccia dell'Aquila Solitaria

Liquidare un libro mal scritto con due parole di biasimo o di elogio falso è facile come bere un bicchier d'acqua e mandar così giù i rimorsi della coscienza, se ancora se ne possiede una. Diversi recensori, a dire il vero, la tengono pulitissima e ben stirata sotto una teca di vetro, senza usarla mai […]

Novembre 24, 2020
La schiavitù nella letteratura 2: Sosia, lo schiavo della commedia

La parola sosia per quanto possa suonare aulica ha una storia molto meno nobile di quanto non si pensi. Se si scorre la commedia classica non si potrà fare a meno di imbattersi costantemente in questo nome, senza però vederlo affibbiare a protagonisti ed eroi; Sosia è il tipico nome da schiavo. I grandi commediografi […]

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