Era un marzo di dieci anni fa, un giovedì mi pare. Io accompagnavo il mio amico Manuel alla fermata del bus, dopo le lezioni al Liceo, senza sapere che quella sarebbe stata l’ultima volta. Il giorno dopo Manuel non venne a scuola, e non ci venne mai più.
L’ultima cosa che abbiamo fatto insieme, a parte sparare cazzate, è stata ascoltare i Linkin Park. Anzi, dopo giorni che io giravo a rompere le palle con la loro musica a palla nel cellulare, si era deciso a farsela passare via bluetooth; così camminando verso la fermata gli ho inviato quelle che secondo me erano le migliori: In The End, Papercut, Faint, Numb, etc.
Quando seppi che se n’era andato, le notti successive le passai ad ascoltare i Linkin Park, il che li rese come un segno di quei giorni. Un po’ come quando si sente un odore particolare e viene alla mente un luogo, una persona, un fatto. Ecco, quando ascolto i Linkin Park, quando sento la voce di Chester, mi viene in mente Manuel.

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Edoardo Dantonia: classe 1992, sono il più giovane e il più indegno di questo terzetto di spostati che si fa chiamare Schegge Riunite. Raccontavo storie ancor prima di saper scrivere, quando cioè imbastivo veri e propri spettacoli con i miei pupazzi, o quando disegnavo strisce simili a fumetti su innumerevoli fogli di carta. Amante della letteratura, in particolare quella fantastica e fantascientifica, il mio sogno è anche la mia più grande paura: fare della scrittura, cioè la mia passione, il mio mestiere. Ho esordito lo scorso settembre col mio primo libro, Rivolta alla Locanda, racconto umoristico ispirato al mio modello letterario, Gilbert Keith Chesterton.