“Ordinarie follie” di Edoardo Dantonia

 

Il programma televisivo Geo&Geo, non proprio brillante quando si tratta di raccontare l’uomo, è invece piuttosto gustoso nel parlare del mondo animale. Qualche giorno fa, infatti, ha avuto il merito di mettermi a conoscenza di quello che è divenuto quasi subito il mio animale preferito, e cioè il tasso del miele. Il tasso del miele, il quale, nonostante siamo in Italia, non è un ennesimo interesse sul prezioso nettare, è un animale che definire caparbio è un eufemismo. A discapito delle dimensioni (di poco superiori a un qualsiasi cane Jack Russell), attacca qualunque animale gli si pari di fronte, e non ha alcuna paura di confrontarsi con bestie ben più forti e grandi di lui. Rinoceronti, giraffe, ghepardi, e persino leoni: non esiste un essere vivente che non costituisca per questo Rambo del mondo animale una sfida in cui cimentarsi. Durante il documentario, si è parlato di un tasso del miele che, intrufolatosi nella gabbia dei leoni, ne ha ferito uno al muso, ricavandone solamente qualche ferita, laddove un essere umano sarebbe finito in breve nello stomaco della belva. Il fascino che tale animale suscita in me deriva dalla sua caparbietà, appunto, la quale gli permette di andare contro ogni tipo di istinto di sopravvivenza, contro ogni natura. Io, difatti, non sopporto le astruse filosofie orientaleggianti, tutte volte all’accettazione passiva della realtà e della natura, e nemmeno questo edonismo moderno che invita ad abbandonarsi ai propri istinti, e ho trovato in questo feroce animaletto un modello a cui fare riferimento nelle mie battaglie quotidiane. Come il tasso del miele, infischiandosene delle proprie dimensioni, azzannerà leoni e iene, io, incurante delle mie debolezze, lotterò contro i miei istinti. Come il tasso del miele ignorerà la propria natura, io combatterò la mia. Mentre il mondo tenterà di sedurmi, assecondando i miei desideri e i miei capricci, io lo rigetterò, ripensando al mio nuovo spirito guida: il tasso del miele.

Edoardo Dantonia: classe 1992, sono il più giovane e il più indegno di questo terzetto di spostati che si fa chiamare Schegge Riunite. Raccontavo storie ancor prima di saper scrivere, quando cioè imbastivo veri e propri spettacoli con i miei pupazzi, o quando disegnavo strisce simili a fumetti su innumerevoli fogli di carta. Amante della letteratura, in particolare quella fantastica e fantascientifica, il mio sogno è anche la mia più grande paura: fare della scrittura, cioè la mia passione, il mio mestiere. Ho esordito lo scorso settembre col mio primo libro, Rivolta alla Locanda, racconto umoristico ispirato al mio modello letterario, Gilbert Keith Chesterton.