Ho da poco guardato il video di Roberto Bonaventura e Maurizio Tassani, “Romagna mia” e le prime parole che sono sorte alla mia mente dopo la visione sono state «sono tornato».

Avete mai letto il Signore degli Anelli? Il finale, proprio l’ultima riga a conclusione di tutto appartiene a Sam che, allo stesso modo del lettore, aveva accompagnato passo dopo passo Frodo nella sua impossibile missione:

«”Egli trasse un profondo respiro. “Sono tornato”, disse.”»

È il ritorno duplice della redditio, del ritorno in sé stessi, e del nostos, del ritorno a casa.
È il ritorno in sé, o meglio nella dimensione più autentica di sé che è quella dell’essere proiettato fuori di sé e non prigioniero del proprio ego, nel passaggio dal buio alla luce, dal dentro al fuori.
È il ritorno a casa non semplicemente nei luoghi dell’infanzia, ma più profondamente nello spirito dell’infanzia, in quella semplicità d’animo che, sola, permette di toccare il regno di Dio che viene.

Protagonista più adatta non poteva essere che una donna-bambina o una bambina-donna, che ha come sua caratura fondamentale l’accoglienza, l’ospitalità.
Ecco dunque che l’inquadratura passa dallo sguardo della bambina rapito dallo stupore, a quello della ragazza carico di memoria. Presenza costante, insistente, dolce e innocente non poteva che essere quella della donna, lei, terra ospitale.
Il tenore che conduce e accompagna lungo tutto il video altri non è infatti che la voce narrante di questo viaggio dell’anima nei luoghi della memoria.

Infine assolutamente geniale è l’intreccio drammatico che conduce solo alla fine a cogliere come questo viaggio della memoria sorga nella protagonista a teatro dall’ascolto del canto del tenore, canto che già prima aveva condotto noi, lo spettatore, all’interno dello stesso identico viaggio.

Non riesco a esprimere se non con le parole di Lewis ciò che questo video carico di luce, di bellezza e innocenza ha suscitato in me al veder le colline bagnate dal sole:

«Desiderai con quasi dolorosa intensità qualcosa che non potrà mai essere descritto»
C. S. Lewis – Surprised by Joy

 

 

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Francesco Tosi: 1986 Rimini, avevo così voglia di vivere che sono nato prima di nascere (al quinto mese), poi ho continuato a nascere e rinascere nel corso della mia vita, in spirito, acqua e sangue.
Filosofo per forma mentis e formazione, letterato e Teo-filo per passione, editore digitale per professione, fanno di me un cultore del verbo e servitore della parola (altrui).
Autore di tesi di laurea su un cardinale della Chiesa Cattolica, ex gesuita, von Balthasar, e su un letterato anglicano, Lewis che hanno in comune una visione teo-drammatica dell’esistenza, sto ultimamente dilettandomi nella loro revisione e pubblicazione.