Deliri (della ragione)


Matteo Bergamaschi

Deliri (della ragione). Le parentesi, a un primo sguardo, paiono invertite, e ci aspetteremmo di leggere: (Deliri) della ragione. Parliamo della ragione ed ecco che spunta il delirio, come suo possibile (imprevisto) dispiegamento. Oppure, si parla di deliri ed ecco che compare la possibilità inquietante (tra parentesi) che la ragione possa delirare.
Oppure ancora: deliri? Chi mai potrebbe delirare se non la ragione? La follia infatti non delira, essa è consequenziale nella sua demenza, un delirio della follia sarebbe uno sprazzo di salute, di senno; se dev’esserci delirio, dev’essere proprio di ciò che, per lo più, procede «diritto», come la ragione. Ecco infine l’ultima (apocalittica) forma: Deliri: della ragione. Forse non ci è possibile parlare della ragione senza parlare del delirio, e, in ultima analisi, non si dà delirio se non della ragione.

Matteo Bergamaschi

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